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Studio Legale Zambrano

Lo Studio Legale Zambrano del Foro di Nocera (SA) fornisce dal 1999 assistenza legale giudiziale e stragiudiziale nei diversi ambiti del diritto.

L' Avvocato Pasquale Zambrano, titolare dello Studio, si laurea presso l'Università degli Studi di Salerno, perfezionandosi in Diritto Comparato, Comunitario e Transnazionale.

Svolge per alcuni anni l'attività di ispettore di produzione presso la compagnia assicurativa INA Assitalia, occupandosi della selezione e formazione degli agenti di vendita.

Ha partecipato al corso di formazione per Adozioni Internazionali e Nazionali, organizzato dalla AIAF (Associazione italiana per le famiglie e i minori).

Ha partecipato al corso di formazione per la nuova disciplina sulla privacy organizzata dalla Scuola di Formazione Forense "Fiorentino De Nicola" Fondazione del Foro di Nocera Inferiore.

Ha partecipato al corso di formazione riguardante "L' affidamento condiviso dei figli" organizzato dalla Camera Minorile di Nocera Inferiore.

Ha partecipato al convegno dal titolo:"Contenzioso tributario, le novità alla luce del c.d. decreto sviluppo (L. 106/2011) e della manovra economica di luglio (L. 111/2011)" tenutosi presso la Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze, evento accreditato dal Consiglio dell' O.D.C.E.C. di Firenze e dal C.N.F..

Ha partecipato al convegno "Gestire la crisi dell'azienda: il recupero del credito", tenutosi a Bologna  presso la sede dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili in data 26 marzo 2012, evento accreditato dal C.N.F.

Ha partecipato al convegno "Responsabilità sanitaria, medica e della struttura sanitaria con le recentissime novità del c.d. Decreto Balduzzi in materia di medicina difensiva", tenutosi a Milano presso Hotel NH Macchiavelli in data 16/11/2012, evento accreditato dal C.N.F.

Ha ottenuto la qualifica professionale di mediatore (conciliatore) conferita dall'Organismo di Conciliazione del Foro di Nocera Inferiore per aver superato il Corso di Perfezionamento e Specializzazione "La conciliazione come tecnica di risoluzione dei conflitti".

Avvocato dal 2002, ha maturato negli anni un'esperienza specialistica nel campo del diritto tributario e del diritto bancario e ha instaurato una fattiva collaborazione con Avvocati e Studi Legali ubicati su tutto il territorio nazionale.

Studio Legale Zambrano - Blog

IL RISARCIMENTO PER L'ECCESSIVA DURATA DEL PROCESSO

scritto il .

Dopo anni di stallo e dopo i discutibili tentativi del Legislatore di bloccare o impedire i risarcimenti, si apre forse, per i cittadini che ne hanno diritto, la strada per ottenere il pagamento dei crediti nati nei confronti del Ministero in base alla legge Pinto, n. 89/2001.

 

Con avviso del 16 maggio 2013, la Direzione generale del contenzioso e dei diritti umani del Ministero della Giustizia, ha messo a disposizione un modulo attraverso cui far richiesta del pagamento del risarcimento danni nei confronti del Ministero. L’avviso, che fissa in 60 giorni il termine ultimo per l’invio delle richieste, è rivolto a tutti coloro che, nell’anno 2008, hanno visto riconosciuto dalla Corte di Cassazione il proprio diritto al risarcimento dei danni per l'eccessiva durata del processo, ma che ancora non hanno visto soddisfatto il proprio credito


EQUITALIA, AUMENTO DEL 15% DEGLI INTERESSI DI MORA / 2

scritto il .

Cresce la protesta per l'aumento del 15% degli interessi di mora da parte di Equitalia. Adesso si muovono anche le associazioni dei consumatori come riferisce quest'articolo de' Il Fatto Quotidiano:

 

associazioni dei consumatori contro  la decisione di Equitalia di aumentare i tassi di interesse di mora dal prossimo primo maggio. Con l’aumento, che il direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, definisce “previsto dalla legge”, il tasso di interesse applicato sui ritardati pagamenti delle cartelle esattoriali iscritte a ruolo passa dal 4,55% al 5,22 per cento (+15%).

“Una vera e propria assurdità. Piove sul bagnato”, commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di FederconsumatoriAdusbef. “Piuttosto che pensare ad aumentare i tassi di mora – proseguono Trefiletti e Lannutti – Equitalia dovrebbe dare la priorità ad una decisariorganizzazione della struttura, migliorando i pessimi rapporti con il pubblico”.

E se Equitalia non darà risposte, le due associazioni “avvieranno tutte le iniziative necessarie pertutelare le famiglie”. Non solo, sottolineano Trefiletti e Lannutti, “non bastava l’aumento dei prezzi e delle tariffe, la caduta verticale del potere di acquisto (-14,1% dal 2008) e l’incredibile livello raggiunto dalla pressione fiscale nel nostro Paese, con aumenti solo nel 2013 di 421 euro”. Ma ora anche Equitalia, incalzano, “dà un ulteriore contributo per accrescere la preoccupazione e lo stato di vera e propria esasperazione in cui si trovano le famiglie”.

La società, “già tristemente nota per le cartelle pazze, ancora una volta, vuole fare cassa, per conto dell’Agenzia delle Entrate, con metodi prepotenti ed arroganti”, accusano poi Trefiletti e Lannutti e concludono: “E’ impensabile che un cittadino debba trascorrere giornate intere in coda per richiedere informazioni o attivare le procedure di contestazione o rateizzazione delle cartelle esattoriali”.

“L’adeguamento annuale dei tassi di interesse di mora applicati alle cartelle di pagamento è previsto dall’articolo 30 del dpr 602/1973. Pertanto non esiste alcuna discrezionalità da parte di Equitalia o dell’Agenzia delle Entrate che adotta il provvedimento con i nuovi tassi”, ha puntualizzato dal canto suo Equitalia. “Per evitare questo meccanismo è necessario che il Parlamento cambi la Legge”, spiega la società. Si precisa inoltre che “gli interessi previsti nelle cartelle sono riscossi da Equitalia per conto degli enti pubblici creditori ai quali vengono riversati insieme a tributi e sanzioni”.

Per quanto riguarda invece i rapporti con il pubblico, Equitalia “da sempre è impegnata nel migliorare l’assistenza ai cittadini. Lo scorso anno, ad esempio, sono stati attivati nei capoluoghi di provincia sportelli dedicati alla soluzione dei casi più delicati di famiglie e imprese in difficoltà a causa della crisi economica. Gli sportelli ordinari impegnati nei pagamenti, nelle rateizzazioni e nelle altre regolari attività garantiscono tempi d’attesa del tutto adeguati”.

Oggi, tra l’altro, “i cittadini hanno a disposizione diversi canali di contatto con Equitalia, come ad esempio il numero verde, per avere informazioni e assistenza, e il sito internet per effettuare numerose operazioni”. Non solo. “Continuare ad accusare Equitalia di responsabilità che non ha, non fa altro che alimentare il clima di tensione che, anche in questi giorni, ha portato a episodi di intimidazione nei confronti del personale”.>

Breve considerazione a margine dell'articolo:

1. Assurdo prevedere un aumento degli interessi di mora in un periodo di crisi economica come quello che il nostro Paese affronta in questo momento storico. Un intervento del legislatore che modifichi l'art. 30 del dpr 602/1973 sembrerebbe opportuno.

2. Per quanto concerne invece i rapporti di Equitalia con il pubblico, fermo restando la più convinta condanna a qualsiasi episodio di intimidazione nei confronti del personale, dall'esperienza personale agli sportelli di Equitalia Sud,  non possiamo affermare che l'assistenza ai cittadini sia di buon livello. Ci sono delle felici eccezioni (vedi sede di Potenza), ma soprattutto in Campania (Napoli e Salerno) i tempi di attesa sono lunghissimi anche per la semplice richiesta di estratti di ruolo. 

 

LA NOTIFICA DIRETTA PER POSTA FATTA DA EQUITALIA E' INESISTENTE

scritto il .

Articolo lungo ma molto interessante (fonte Altalex) sulla annosa questione della notifica a mezzo raccomandata:

"La cartella esattoriale e gli atti autonomamente impugnabili ex art. 19 del D. Lgs. n. 546/92, non possono mai essere notificati direttamente dall’Agente della Riscossione con la modalità della spedizione attraverso il servizio postale con raccomandata con avviso di ricevimento, essendo sempre necessario l’intervento dei soggetti tassativamente previsti ed abilitati dall’art. 26, primo comma, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Ufficiali della riscossione; altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge; ovvero previa eventuale convenzione tra comune e concessionario dai messi comunali, o dagli agenti della polizia municipale).

Con la conseguenza che ogni atto notificato direttamente dall’agente della riscossione sarà giuridicamente inesistente.

La problematica giuridica e processuale circa l’inesistenza della notifica per posta effettuata direttamente da Equitalia continua ad essere oggetto di sempre più favorevoli sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali che in accoglimento del ricorso introduttivo, hanno totalmente annullato la cartella di pagamento per la giuridica inesistenza della sua notificazione.

Allo scopo di inquadrare correttamente il problema circa l’impossibilità giuridica della notifica diretta per posta da parte di Equitalia, si ritiene opportuno, in questa sede, tracciare l’excursus storico della normativa, analizzare le singole questioni giuridiche e fornire un quadro esaustivo della giurisprudenza di merito e di Cassazione".

Nel pezzo anche una analisi della normativa che disciplina la notificazione, e cioè il D.P.R. DEL 29/09/73 N.602 e tutte le successive modifiche; e poi una recente sentenza della commissione tributaria provinciale di Campobasso e la giurisprudenza di Cassazione. La conclusione?Eccola:

"Con questo articolo si è voluto dimostrare che sono sempre più numerose le decisioni dei giudici di merito che accolgono la questione dell’inesistenza della notifica eseguita da soggetto non abilitato e che sino ad oggi la Suprema Corte non ha ancora direttamente affrontato e risolto la questione.

Restiamo, quindi, in attesa di una definitiva pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione".

 

POSTE: RIAPRE L'UFFICIO DI SANT'ANTONIO CASALINI

scritto il .

Ieri, 20 marzo 2013, si è tenuta presso il Tribunale Amministrativo Regionale della Basilicata (Sezione Prima) in Potenza l'udienza sul ricorso proposto dal comune di Bella, difeso dall'Avv. Valentina Bonomi, contro le Poste Italiane S.p.A. per l'annullamento della nota del 5.12.2012 con la quale il direttore della filiale di Poste Italiane di Potenza comunicava al sindaco la chiusura, con decorrenza dal 19.12.2012, dell'uffico postale sito nella frazione di Sant'Antonio Casalini, in quanto "non garantiva più condizioni di equilibrio economico". Vi ho preso parte anche io in qualità di difensore del Comitato cittadino di Sant'Antonio Casalini con l'intervento ad adiuvandum. Nelle more della trattazione nel merito fissata per il 17.10.2013, il Collegio ha ritenuto di accogliere l'istanza di provvedimento cautelare, ordinando la riapertura dell'ufficio postale per 3 giorni alterni e 18 ore settimanali. Ne riferisce anche l'ANSA, elencando le frazioni lucane che hanno avuto lo stesso provvedimento positivo (in 22 avevano proposto ricorso). La questione era molto sentita dagli abitanti di Sant'Antonio Casalini che addirittura avevano deciso di non votare alle ultime politiche in segno di protesta, suscitando un certo clamore. Seppur parziale, è comunque una prima importante vittoria per gli abitanti di questo piccolo paese, molto vivo e molto deciso a far valere i suoi diritti.

 

CONTRIBUTO UNIFICATO

scritto il .

Il contributo unificato lo stabilisce il giudice secondo la competenza non essendo vincolato al valore della causa indicato con mere formule di stile dal difensore. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6053 dell'11 marzo 2013, ha accolto il ricorso del ministero della giustizia, ufficio recupero crediti.

Decidendo su una causa fiscale, la sezione tributaria ha chiarito che in questa, come in ogni altra controversia di natura tributaria, l'Ufficio impositore non è tenuto ad attenersi alla indicazione formale del contribuente, ed è legittimato a procedere a una valutazione dei profili sostanziali dell'atto soggetto a imposizione.

Nel caso sottoposto all'esame della Corte, la Ctr non si è attenuta al principio di diritto più volte affermato dalla Cassazione (sia pure ad altri fini) secondo cui «ove l'attore integri e completi una richiesta specificamente quantificata nel suo ammontare, con una ulteriore sollecitazione rivolta al giudice a determinare il dovuto in quella somma maggiore o minore che verrà ritenuta di giustizia, questa seconda indicazione ha un contenuto sostanziale (e non è rilevante che essa corrisponda alla prassi, per cui possa essere definita di stile)».

La formula in questione manifesta cioè la ragionevole incertezza della parte sull'ammontare del danno effettivamente da liquidarsi e ha lo scopo di consentire al giudice di provvedere alla giusta liquidazione senza essere vincolato all'ammontare della somma determinata che venga indicata nelle conclusioni specifiche.

Da ciò deriva che la richiesta alternativa si risolve in una mancanza di indicazione della somma domandata, con la conseguenza che la domanda, ai sensi della seconda proposizione dell'art. 14 c.p.c., si deve presumere di valore eguale alla competenza del giudice. E l'applicazione del contributo unificato dovrà avvenire sulla base di questo parametro. Il Collegio di legittimità ha chiuso il sipario sulla vicenda decidendo nel merito. Le spese di giudizio sono state compensate data la novità della questione.

 

 

Una sentenza della Corte di Cassazione che farà discutere, a danno dei cittadini ricorrenti. L'articolo è stato pubblicato sull sito di italiaoggi

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