Domenica, 20 Mag 2012
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Studio Legale Zambrano

Lo Studio Legale Zambrano del Foro di Nocera (SA) fornisce dal 1999 assistenza legale giudiziale e stragiudiziale nei diversi ambiti del diritto.

L' Avvocato Pasquale Zambrano, titolare dello Studio, si laurea presso l'Università degli Studi di Salerno, perfezionandosi in Diritto Comparato, Comunitario e Transnazionale.

Svolge per alcuni anni l'attività di ispettore di produzione presso la compagnia assicurativa INA Assitalia, occupandosi della selezione e formazione degli agenti di vendita.

Ha partecipato al corso di formazione per Adozioni Internazionali e Nazionali, organizzato dalla AIAF (Associazione italiana per le famiglie e i minori).

Ha partecipato al corso di formazione per la nuova disciplina sulla privacy organizzata dalla Scuola di Formazione Forense "Fiorentino De Nicola" Fondazione del Foro di Nocera Inferiore.

Ha partecipato al corso di formazione riguardante "L' affidamento condiviso dei figli" organizzato dalla Camera Minorile di Nocera Inferiore.

Ha partecipato al convegno dal titolo:"Contenzioso tributario, le novità alla luce del c.d. decreto sviluppo (L. 106/2011) e della manovra economica di luglio (L. 111/2011)" tenutosi presso la Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze, evento accreditato dal Consiglio dell' O.D.C.E.C. di Firenze e dal C.N.F..

Ha ottenuto la qualifica professionale di mediatore (conciliatore) conferita dall'Organismo di Conciliazione del Foro di Nocera Inferiore per aver superato il Corso di Perfezionamento e Specializzazione "La conciliazione come tecnica di risoluzione dei conflitti".

Avvocato dal 2002, ha maturato negli anni un'esperienza specialistica nel campo del diritto tributario e del diritto bancario e ha instaurato una fattiva collaborazione con Avvocati e Studi Legali ubicati su tutto il territorio nazionale.

Castel San Giorgio

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Blog Legale

La fine del segreto bancario
Lunedì 19 Dicembre 2011

 

Perchè la fine del segreto bancario è un attacco a libertà e pluralità.

Con l' entrata in vigore, dal 1° gennaio 2012, del decreto che pone fine al segreto bancario, lo Stato erode un altro spazio dell' autonomia individuale. Come un salame, del quale si tagli una fetta dopo l' altra, il patrimonio di libertà, ereditate dall' Illuminismo e dal liberalismo, si ridurrà ancora; per scomparire del tutto senza che neppure ce ne accorgiamo. Il moderno Leviatano avrà dimostrato che le libertà borghesi erano (solo) «formali» e ad esse avrà sostituito quelle «sostanziali» dello «Stato paternalista», che sono, poi, il fine di tutti i totalitarismi. A tutt' oggi, il segreto bancario era legittimamente violato su disposizione dell' autorità giudiziaria nell' ipotesi di reato e nella lotta alla criminalità. In gioco era la sicurezza, senza la quale non c' è libertà. Dal 2012, con la trasmissione, da parte delle Banche, degli estratti conto individuali all' Agenzia delle entrate, ogni cittadino sarà considerato un potenziale criminale. Il provvedimento governativo solleva problemi sia di ordine pratico, sia di ordine etico. Se c' è un eccesso di produzione legislativa, è probabile che le (troppe) leggi si sommino, si sovrappongano, si intreccino l' un l' altra come le piante di una jungla nella quale il viandante ha difficoltà a procedere. Se, poi, il legislatore pretende di regolamentare sempre maggiori spazi di indipendenza della società civile è, altresì, probabile che le (troppe) leggi si contraddicano e si scontrino l' un l' altra, creando qualcosa di simile a un ingorgo in un crocevia mal disciplinato da quel vigile urbano pasticcione che è lo Stato. Sono, entrambi, casi emblematici dell' Italia democratica, come lo erano di quella autocratica. Terreno di esperimenti degli «stranamore» legislativi e di caccia degli azzeccagarbugli giudiziari; nel Seicento doveva farci i conti il contadino Lorenzo Tramaglino; oggi rischia di farceli l' evoluto cittadino del Terzo millennio. L' esigenza di conciliare la legislazione sulla privacy - che tutela la riservatezza - e la legislazione fiscale, che entrerà nei conti correnti, pare, infatti, destinata ad accrescere la già imponente burocrazia pubblica e a complicarne le capacità di lavoro. Ciò che le casse dello Stato incasseranno da un Fisco più occhiuto se ne andrà nell' aumento dei costi della burocrazia. Con l' aumento della discrezionalità, aumenterà la corruzione. La fine del segreto bancario solleva, infatti, anche un problema di ordine etico. La segretezza del conto non è (solo) un istituto finanziario, magari per evadere il Fisco, bensì (anche e soprattutto) l' occasione per i cittadini di realizzare la pluralità dei propri stili di vita; la libertà di perseguire i propri gusti e persino i propri ideali senza esporli alla pelosa curiosità di nessuno. La «diversità», e la convivenza fra «diversi», è il terreno sul quale si sostanzia la democrazia liberale e si concreta la tolleranza pubblica e privata. Il controllo, cui lo Stato sottoporrà vite diverse, e l' omologazione pubblica che ne seguirà, minacciano di essere la negazione della diversità e della tolleranza. In definitiva della libertà.

Ostellino Piero 

Corriere della Sera - 9 dicembre 2011




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